Il decalogo del buon genitore dovrebbe avere pochi punti irremovibili, uno di questi dovrebbe essere: NON STRAFARE!
Quando hai in testa un’idea, un progetto dimezzalo, ridimensionalo, scremalo…insomma no non sopravvalutarti, no, non sei wondermama, no non sei meno stanca di ieri.
Eccomi quindi reduce da una settimana SOLA con il trio, eroico oserei dire!
Infatti sto un cesso, diciamocelo, urge trucco, parrucco, dentista, estetista…insomma na magia!
Eppure volevo fare qualcosa di carino sabato che eravamo tutti a casa dal mattino, il sole chiamava subito MAREEEE ma invece mi sono detta, no Sara non ce la puoi fare, ti dai la mazzata finale, lo capisci?
Ho optato per l’idea vincente del momento: IL PICNIC!
Location a 5 minuti da casa: amata, sicura, confortevole, conosciuta e assolutamente prevedibile!
Menù: pomodoro e mozzarella e prosciutto e melone, senza pianti, senza stratagemmi per mangiare.
La scelta più indolore possibile insomma.
E ho fatto bene!
Valore aggiunto della trasferta è stato che ora Leo cammina spedito, gioca a palla, sale sullo scivolo e quindi si intrattiene senza di me…e da cozza che è, non è poco!
Tocco magico della giornata è stato proporre dal mio cilindro magico un nuovo gioco per la famiglia: gli STORY CUBES della Rory’s.
Sono piaciuti moltissimo!
I grandi si sono a loro modo adoperati a far galoppare la fantasia in sentieri più o meno prevedibili mentre Leo se li voleva magnare o farci una torre!
Il gioco consiste nel tirare 3 dadi e delineare il protagonista, poi tirare tutti e 9 i dadi per creare la trama.
Noi ovviamente abbiamo già modificato le regole a nostra misura
Esiste anche il gruppo Facebook dedicato ai Rory’s Story Cubes, insomma un mondo!
Mi ha fatto molto piacere vederli appassionarsi di un interesse che nutro dal mio primo corso di narrazione orale nel lontanissimo 1997 fatto con la fantastica Cristina Leal ( magari un giorno lo rispolvero e ve ne scrivo ;-)).
“Le fiabe servono alla matematica come la matematica serve alle fiabe. Servono alla poesia, alla musica, all’utopia, all’impegno politico: insomma, all’uomo intero, e non solo al fantasficatore. Servono proprio perché, in apparenza, non servono a niente: come la poesia e la musica, come il teatro o lo sport (se non diventano un affare). Servono all’uomo completo. Se una società basata sul mito della produttività (e sulla realtà del profitto) ha bisogno di uomini a metà – fedeli esecutori, diligenti riproduttori, docili strumenti senza volontà – vuol dire che è fatta male e che bisogna cambiarla. Per cambiarla, occorrono uomini creativi, che sappiano usare la loro immaginazione”.
Gianni Rodari
P.S. Il Barba è tornato e si è flashato di questo gioco ed è davvero portato all’invenzione e alla fantasia, quindi benvenuti Rory’s Story Cubes un ottimo modo per intrattenerci insieme, ovunque!
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[…] a disposizione libri, giochi per inventare storie e un piccolo proiettore da muro […]
[…] Immancabili sono i dadi per raccontare le storie che potete creare anche da soli oppure già pronti come quelli di Tiger o gli story cubes di cui vi ho scritto qui. […]